Carlo Mascitelli

La processione del Venerdì Santo a Chieti
e l’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti

Presentazioni di Mons. Edoardo Menichelli e Paolo Quinzio

Tabula fati, Chieti 2001

 

Presentazione di Mons. Edoardo Menichelli

     Con la presente pubblicazione La processione del Venerdì Santo a Chieti e l’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, che viene data alle stampe durante il Grande Giubileo del corrente anno 2000 e arricchisce le precedenti di ulteriori conoscenze grazie al suo carattere divulgativo, il professor Carlo Mascitelli esprime amore alla Città di Chieti e alla sua storia.
     “La Passione di Cristo è sufficiente per orientare tutta la nostra vita” (San Tommaso d’Aquino, Conferenze sul Credo). La croce è il libro aperto che tutti sanno leggere e possono comprendere: è la suprema manifestazione d’amore con la quale Cristo Gesù, “ricco di misericordia” come il Padre suo (Ef 2,4; Gc 5,11), compie l’opera della redenzione.
     Ogni comunità cristiana ne fa memoria. La Città di Chieti, oltre che con la liturgia, la rende visibile con l’imponente processione del Venerdì Santo, animata dall’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti e resa ancor più suggestiva dal canto del Miserere accompagnato dal suono dei violini. Tale processione esercita ogni anno un misterioso e potente richiamo per migliaia di persone che, anche da città di altre nazioni, si sentono attratte a Chieti per sostare lungo le strade e le piazze del centro storico per poter “vedere” e “ascoltare”. La folla che si raccoglie sembra un’attuazione concreta delle parole del Maestro: “Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12,32). È proprio vero che “chi vuole incontrarsi col Signore lo trova sulla croce” (San Bonaventura, da un Sermone).
     La processione del Venerdì Santo è la proclamazione del Vangelo della misericordia del Padre, della passione del Figlio, dell’azione santificatrice dello Spirito, del pentimento dei peccatori, della salvezza dell’uomo, di ogni uomo e di ogni donna della storia (At 4,12).
     Sul Golgota, mentre il Redentore dell’uomo è sulla croce, differenti sono gli atteggiamenti dei numerosi presenti: chi disprezza, chi insulta, chi bestemmia, chi provoca, chi canta vittoria, e c’è chi partecipa alla passione di Cristo con la sua compassione, credendo, pregando e affidandosi, come Lui e con Lui, al Padre. Dio solo, che conosce e scruta i cuori (At 15,8; Gv 6,25), sa quali sono gli atteggiamenti interiori di quanti assistono alla processione del Venerdì Santo a Chieti ed in ogni altra città della terra. Chi vi fosse presente più per curiosità che per fede, se si ponesse l’interrogativo: “Perché questa manifestazione? Perché questo canto? Perché queste invocazioni?” potrebbe iniziare un utile itinerario di “purificazione della memoria” e compiere “un atto di coraggio e di umiltà nel riconoscere le mancanze compiute da quanti hanno portato e portano il nome di cristiani” (Giovanni Paolo II, Incarnationis Mysterium, 11) e i suoi stessi peccati.
     Apprezzando e benedicendo la ricerca che il professor Carlo Mascitelli mette a disposizione di tutti, di cuore auguro ai lettori di quest’opera che meditando la passione possano “comprendere l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza” (Ef 3,18-19) e di farsene Vangelo vivo per i fratelli.

Mons. Edoardo Menichelli
Arcivescovo di Chieti e Vasto




Presentazione di Paolo Quinzio

     Il volume del confratello Carlo Mascitelli contiene una trattazione completa della storia dell’Arciconfraternita sulla scorta delle precedenti interessanti opere di Don Gaetano Meaolo e Mario Zuccarini.
     L’Autore intende non solo rendere nota una importante pagina della storia religiosa di Chieti ma anche tramandare ai posteri la vita del pio Sodalizio, le opere soprattutto caritative che ne informano l’attività e l’organizzazione della Processione del Cristo Morto che si svolge il Venerdì Santo di ogni anno.
     Come è a tutti noto, in questa giornata di intensa fede cittadina la processione assume una religiosità talmente penetrante che lascia meditativi anche i non credenti. Per questo, ogni famiglia che ha qualche ricordo legato a questa grande manifestazione di fede, nulla trascura perché la Processione del Cristo Morto riviva con lo stesso spirito di carità e di pietà cristiana che animarono gli avi quando la vollero istituire.
     È da notare che il volume viene ora pubblicato in occasione del Giubileo 2000. E come nei precedenti Giubilei anche per questo si è organizzato un pellegrinaggio con circa quattrocento partecipanti tra confratelli, aggregati e componenti dell’orchestra e del coro. Si è rinnovato, ancora una volta, il primo pellegrinaggio per il Giubileo del 1650 che allora si svolse a piedi con tre giorni di viaggio; i pellegrini ed i musici furono “ovunque accolti con grande carità” e giunti a Roma furono ricevuti “con grande amore e fraterna carità” e furono tanti ammirati che lo stesso Papa Innocenzo X volle vederli due volte e benedire tutti i partecipanti.
     Concludo augurando che questo lavoro possa suscitare nei lettori entusiasmi di bene e di amore rendendosi operatori di promozione e solidarietà umana.

Avv. Paolo Quinzio
Governatore A. S. M. M.