Assunta Pascetta

Esseri

Presentazione di Massimo Pamio

Tabula fati, Chieti 1997

 




Presentazione di Massimo Pamio




     Ci insegnano, i grandi critici letterari, che la poesia del Novecento è trascrizione - a volte melodica, talaltra dissonante - di un pensiero lucido, caparbio, ferito dalle tragedie che si sono riversate in questo secolo sull'umanità. C'è chi nella scrittura lirica ha cercato allora un varco di luce, scoprendo solo ombre o brevi lampi, chi invece si è rinserrato in un tempo innocente e mitico, chi ha descritto la desolazione di una terra solitaria, chi ha gridato e pianto per coloro che non avevano più voce, chi ha sparso il sangue delle proprie passioni impregnandone le parole, chi ha demolito la sintassi e reso proprio il linguaggio oscuro, incomprensibile.
     A nessuna di queste categorie possono rincondursi le liriche contenute nel presente volume, essendo l'autrice volta a dar fiato alle proprie urgenze interiori che ella tenta di tradurre in un canto immediato, semplice, risolto nelle attese e negli incontri d'una quotidianità lontana dai tormenti di chiara impronta metafisica che contraddistinguono la poesia novecentesca.
     Assunta Pascetta si arresta alle soglie del proprio mondo emozionale di cui enumera palpiti, vibrazioni, tensioni, contraddizioni, aprendosi al mondo esterno non solo per un bisogno di comunicazione ma anche e soprattutto per una necessità d aderire alla natura e di riconoscersi nel prossimo, con uno slancio spontaneo. La vita è "coraggio", è "amore", è espressione di una apertura e di una testimonianza del proprio essere.
     La raccolta si legge come un diario appassionato di un'anima che sfoglia ad una ad una le date d'un calendario interiore che ci dispone ad una visione più ampia e serena del mondo. D'altronde la felicità è "aprirsi agli altri, / per conoscere il proprio / mondo".
     Un messaggio positivo che non è solo fatto di speranza, ma di certezze: che basta amare per conoscere se stessi e il mondo ed accedere così a una felicità interiore, alla quale si può attingere nei momenti di tristezza di dolore.

Massimo Pamio