Monica Corradi

UN ITALIANO

il MONDODOMANI, giugno-luglio 1997, n. 6-7
Unicef
il mondodomani




A Fregüa n. 3, Albenga (SA) 9-10/1997
Un italiano




La Scrittura, Autunno 1998

     Nostalgia di un piccolo paese negli amari ricordi di un emigrante appena rimpatriato. Il dolore della lontananza, ormai trascorsa, perdura pervadendo la narrazione di un'atmosfera mai serena dove privazione ed insoddisfazione hanno contaminato, pesticidi nel prato della saggezza contadina, la serenità un tempo provata entro i confini di casa e piazza.
     Un io narrante ansioso di rievocazioni mnemoniche dedica brevi e frequenti episodi alle persone incontrate all'estero. Violenza, malvagità e vuota esteriorità ne caratterizzano esistenze a volte agiate, mai profondamente vissute. All'estremità opposta, costante termine di paragone è la vita del paese; scandita da piccoli eventi attorno ai quali "stringersi", nelle feste popolari, nei rituali contadini e perfino negli incontri casuali celebra comunicazione vivace, spontanea, affine per verità ad una natura venerata e complice; questo elemento di aggregazione sembra costituire la fondamentale esigenza di chi racconta.
     L'autrice collega i piani narrativi attraverso flash-back che realizzavano l'elemento cronologico a favore di un'unica dimensione, quella cerebrale dell'io narrante. Quasi a salvarne la continuità del pensiero preservandone la forza evocativa, il breve romanzo non è diviso in capitoli. I pochissimi dialoghi danno voce a personaggi che esprimono in un linguaggio semplice insegnamenti universali; il protagonista ritrova nelle parole degli anziani l'equilibrata prudenza nel distinguere bene e male, unica risposta agli enigmi esistenziali. Così le esperienze vissute in viaggio si collocano entro la metà fosca di un'opposizione quasi manichea al mondo magicamente positivo intravisto da bambino, rifiutato nel lasciare il paese e finalmente riconquistato.
     "Noi immigrati" è l'espressione usata per definire un ruolo in terra straniera; eppure il senso del libro sembra trascendere sia l'identità nazionale del protagonista, sia la sua individualità. Sarà il percorso tracciato dalle scene descritte, viaggio catartico nel ricordo, a condurre il lettore verso il nome dell'uomo; uomo che nel progressivo riappropriarsi di uno spazio che contiene, integro, il senso della vita, si sente più vicino a casa.

C. M.