Carlo Alianello (1901-1981), nato e morto a
Roma ma orgoglioso delle proprie origini lucane,
docente di lettere nei licei, è noto soprattutto per i
suoi lavori “borbonici”: L’Alfiere (1943), un ampio
romanzo storico sulla spedizione dei Mille, vista
dalla parte degli sconfitti; Soldati del re (1952),
narrazione costituita da tre racconti intrecciati che
si svolgono durante la giornata dei moti napoletani
del 15 maggio 1848; L’eredità della priora (1963),
ambientato nella Lucania del cosiddetto “brigantaggio antiunitario”; L’inghippo (1973), che si svolge nella Roma liberale e massonica della corruzione
(scandalo Banca Romana) e della disfatta militare
(battaglia di Adua) e il saggio romanzato La conquista del Sud (1972).
A tali opere va aggiunto il presente radiodramma Luna sulla Gran Guardia (1955), mai pubblicato prima d’ora.
La sua profonda fede cattolica gli ha ispirato
opere come i romanzi Il mago deluso (1947); la
toccante rivisitazione evangelica Maria e i fratelli
(1955); e quella biblica Nascita di Eva (1966); i due
drammi Il sogno di Enea e I 49 di Sandomir contenuti in Teatro codino (1965); il commovente saggio
autobiografico Lo scrittore e la solitudine (1970).