Al principio è la guerra. Poi sono il regime, i soprusi, i fantasmi.
Un uomo fugge da un manicomio per raggiungere un’isola scoperta tra le pagine di un vecchio libro. Una donna vi approda dal mare – dal
nulla – portando con sé il ricordo della figlia.
Non si conoscono, non si cercano, non si parlano – eppure finiscono per condividere la stessa sabbia e ascoltare, insieme, il respiro della
stessa foresta.
Con una scrittura fatta di poesia e di tremendo
realismo, Olta Tuholi ci trasporta in un mondo di
rovine, di ricordi e di bellezza: un’isola i cui unici
abitanti sono due fuggitivi. Forse.