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Questa raccolta poetica è un attraversamento. Non soltanto del tempo e della memoria, ma dell’anima stessa dell’uomo contemporaneo, sospesa tra la vertigine del nulla e l’urgenza del senso, tra il clamore del mondo e il silenzio di Dio. Componimenti come “Tempi di guerra”, “Ite NATO est”, “Bambina di Palestina”, “Ricchi e poveri” restituiscono al lettore una parola che reagisce con forza al crollo della civiltà.
In un’epoca che ha scambiato la verità per opinione e la coscienza per consumo, in cui la società ha reciso le sue radici spirituali e ha smantellato il linguaggio della trascendenza, la poesia qui contenuta è un gesto di disobbedienza e l’atteggiamento del poeta è di reazione e non di rassegnazione.
Molti testi, in particolare “Il tempo e l’eternità”, “Tempo d’attesa”, “La grotta ed il Golgota”, “Quando”, aprono invece a una verticalità che si fa preghiera, silenzio, attesa. L’uomo non è più schiacciato nel recinto del tempo ma riscoperto come pellegrino dell’invisibile, mendicante dell’eterno.
Armenise canta l’Incarnazione non come mito ma come evento che squarcia il tempo. Cristo non è figura poetica ma presenza reale che attraversa la storia e la redime. La poesia si fa allora meditazione, liturgia, voce che sa inginocchiarsi davanti al Mistero.
[ISBN-979-12-5988-405-3]
Pag. 46 - € 7,00
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