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Caos ipermetrico

Diospolis

L'ombra di N.

Nel mio regno non vi sono filosofi

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Nero

Poema minimo







Giancarlo Giuliani

POEMA MINIMO

Postfazione di Sandro Naglia



Poema minimo

     Una delle prime caratteristiche di Poema minimo a colpire il lettore è, inevitabilmente, il titolo. Minimo come volutamente sotto le righe, ridimensionato o relativo, si potrebbe sospettare. Minimo come frammentario, asistematico, alieno o addirittura ostile a ogni “grande narrazione” o mitopoiesi, si potrebbe supporre. Nulla di più sbagliato.
     Come e più che negli altri suoi testi, qui il poeta lascia che l’esperienza e il vissuto si trasformino in carne e sangue, o, che è uguale, in versi e parole che non si limitano a dire l’Essere. Piuttosto, l’incarnano.
     E l’unico modo per evitare che le forme concettuali e linguistiche lo cristallizzino, lo violino e lo tradiscano è mettere su carta accadimenti, biografici ed emotivi, sensazioni, fantasmi, precognizioni, chimere. Dare consistenza ontologica a presentimenti, disillusioni, ma anche a speranze, a convinzioni che non si piegano, a una resilienza che rinasce ostinata come i fiori ai bordi delle strade di campagna. Fragili e semplici all’apparenza, in realtà vitali e forti come l’acciaio.




[ISBN-978-88-7475-698-8]

Pagg. 72 - € 8,00



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